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Giulia Noera - Conta oltre 1000 presenze giornaliere e, nei periodi di punta anche di più. Dovrebbe essere uno dei 'fiori all'occhiello' dell'impiantistica sportiva della città e vanto in Italia, visto che si tratta di una delle pochissime strutture della nazione a poter contare su due vasche da 50 metri adiacenti.
Eppure non è così: la piscina olimpica comunale di Palermo è chiusa da più di una settimana e, dalla fine di giugno, lavorava comunque un'unica vasca, quella interna (paradosso estivo!). La cattiva gestione e l'assenza di controlli dell'impianto di Viale del Fante, sono stati denunciati , tramite una 'lettera aperta', pubblicata da lui stesso nel sito 'Il sindaco lo sa fare' da Mauro Giaconia, un nuotatore che vanta nel suo palmares diverse imprese nel nuoto di endurance e che porta in giro per il mondo il nome della città di Palermo.
Questo il 'botta e risposta' testuale fra i due interlocutori, dopo un primo sollecito dello stesso Giaconia: "Carissimo, avevo già sollecitato l'Assessore allo Sport che torno a sollecitare, grato per la segnalazione e per la comprensione per le condizioni complessive di degrado nelle quali abbiamo trovato l'Amministrazione Comunale.Un cordiale saluto,Luca Orlando". Ma la risposta dell'atleta, non si è fatta attendere: "Gentile Sindaco, scusi, ma questa diplomatica e scontata risposta non posso davvero accettarla, il solito scarica barile alla precedente amministrazione non può bastare e manifesta che non si rende conto del livello di insofferenza che anima chi frequenta l'impianto.
Ho già personalmente contattato l'Assessore, naturalmente in ferie, e la segreteria ha usato le sue stesse diplomatiche parole, ma i fatti sono che la piscina è stata chiusa tutta la settimana. Pertanto continuerò nella mia denuncia della situazione attuale e nell'attuazione della protesta che stiamo organizzando, invitandola ancora una volta a visitare l'impianto, di cui io personalmente vorrei mostrarle le carenze.Cordialmente. " Incalza il nuotatore :"L'intervento straordinario ci stà, ma ormai è più nell'ordinario trovare le porte chiuse, senza alcun preavviso - spiega lo sportivo. Mi faccio portavoce di centinaia di atleti e di semplici fruitori dell'impianto, la situazione è divenuta veramente insostenibile e per questo stiamo preparando delle iniziative volte a scongiurare questo problema, sperando in una riorganizzazione più efficiente." La piscina comunale per poter aprire al pubblico deve rispondere a requisiti di sicurezza e igiene.
Devono esserci almeno due bagnini per vasca e, per mezzo di un "robottino" o personale addetto alla manutenzione, il fondo della vasca deve essere pulito e l'acqua disinfettata con i giusti livelli di cloro. Altri due motivi di chiusura, così come ci spiega Mauro Giaconia: "Il robottino? E' tra le principali cause di chiusura dell'impianto. E' spesso guasto proprio in coincidenza di festività come il ferragosto o in vista di lunghi ponti, o c'è da pensare che forse chi lo adopera non lo sa fare funzionare bene? Uno strumento che costa diverse migliaia di euro." Di molte cose, si occupano gli impiegati della Gesip. Proprio gli impiegati della partecipata del Comune, sono stati la causa della chiusura prolungata della piscina, l'ennesima, di qualche mese fa. Gli operai scioperavano per proteggere il loro posto di lavoro ma l'impianto non aveva gli uomini per la manutenzione ordinaria. Mancanza di organizzazione e di programmazione della vecchia direzione che, come ci spiega Mauro Giaconia, in periodi festivi mandava tutti gli impiegati in ferie, senza un apposito piano.
E la piscina, neanche a dirlo, chiudeva, impedendo al pubblico di entrare e causando gravi danni alle società sportive che non potevano svolgere la loro attività. Arrivato Orlando ha subito provveduto a nominare una nuova dirigente. A guidare la struttura, da qualche settimana è la dottoressa Fernanda Ferreri, verso la quale però Giaconia nutre delle perplessità: "Orlando ha dato un incarico ad una persona che non è mai entrata in un impianto sportivo. A mio avviso a lei andava affiancato un tecnico. Poi magari mi stupirà. Lo spero." Infine, quello che riguarda gli assistenti bagnanti : "se tutto va bene ce ne sono solo due. Per legge dovrebbero essere quattro, quando uno di loro si assenta - spiega indignato l'atleta - la piscina comunale chiude. Inoltre, tra una decina di giorni, organizzeremo una protesta pacifica a Piazza Pretoria con la presenza di tanti nuotatori in cuffia e occhialini. "