
è stato un sequestro lampo per cinque pescherecci di Mazara del Vallo.
Le imbarcazioni, con una trentina di marittimi a bordo, sono state sequestrate da alcune motovedette egiziane, durante una battuta di pesca nel Mediterraneo, a circa 20 miglia dalle coste egiziane e dunque in acque internazionali.
Dopo qualche ora di incubo, i pescherecci sono stati rilasciati, intercettati da una motovedetta a 25 miglia dalla costa nordafricana. i cinque pescherecci, 'Luna Rossa', 'Flori', 'Eros', 'Atlantide' e 'Ghibli', erano state dirottate ieri sera nel porto di Alessandria.
Alcuni componenti dell'equipaggio hanno lanciato l'allarme al presidente del Cosvap (Consorzio di Operatori della Pesca), Giovanni Tumbiolo. Quest'ultimo ha poi informato il ministro degli Affari esteri, Giulio Terzi, che aveva appena concluso una visita ufficiale proprio in Egitto e che ha subito chiesto al console di Alessandria di prestare aiuto ai marinai dopo l'arrivo in porto nella tarda serata, e chiedere poi all'ambasciatore Claudio Pacifico, di mettersi in contatto con il ministero degli Esteri egiziano, Kemal Amr.
"Prima di potere lasciare l'Egitto - ha spiegato Tumbiolo - i nostri marittimi hanno dovuto dichiarare che non avrebbero più esercitato la pesca entro 24 miglia dalla costa di quel Paese. Ad alcuni addirittura è stato fatto dichiarare che non avrebbero potuto pescare entro le 200 miglia".
Il titolare della Farnesina, Giulio Terzi, si è detto "molto soddisfatto" per l'esito positivo della vicenda reso possibile dal tempestivo ed efficace intervento della nostra ambasciata al Cairo e sopratutto dalla "straordinaria disponibilità" delle autorità egiziane cui Terzi ha voluto esprimere "la più calorosa gratitudine del Governo italiano".
"La conclusione positiva, in tempi tanto rapidi, della vicenda - ha spiegato il capo della diplomazia italiana - testimonia l'eccellenza e la solidità dei rapporti fra Italia ed Egitto, che ho potuto confermare durante il fitto e fruttuoso programma di incontri che ho avuto proprio ieri nella capitale egiziana".
In una nota, il sindaco di Mazara, Nicola Cristaldi: "siamo convinti che le nostre autorità diplomatiche ancora una volta faranno di tutto perché venga restituita serenità alla nostra marineria, scossa da questo nuovo sequestro di natanti mazaresi in acque internazionali".
"È davvero strana la coincidenza - ha aggiunto - che questo sequestro sia avvenuto a poche ore dalla conclusione della visita in Egitto del nostro ministro degli esteri, quasi rappresenti un segnale verso il nostro governo in un momento di particolari tensioni in Egitto".
Adesso, con il sequestro dei cinque pescherecci di Mazara del Vallo, viene aperto un nuovo caso.
Fino ad ora la marineria siciliana ha subito finora sequestri soprattutto dai libici e dai tunisini. Con l'Egitto non c'erano mai stati incidenti perché le sue coste restavano lontano dalle rotte seguite nelle battute di pesca. Da qualche tempo la flotta di Mazara del Vallo ha però allargato il campo d'azione.
Cristaldi ha poi concluso: "lavorando in acque internazionali, a poche miglia dalle coste della Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto, i nostri pescatori sono maggiormente esposti a pericoli che, invece, non dovrebbero correre proprio, perché lavoriamo da anni affinché il mar Mediterraneo sia un luogo di pacifica convivenza.
Mazara continua ad essere una città di accoglienza, ma questo nostro ruolo naturale deve essere maggiormente tutelato".