
La mozione di sfiducia per il governatore siciliano Raffaele Lombardo salta, presentata dai capigruppo di Pdl e Pid e dopo l'intesa raggiunta tra Udc e Pd niente da fare, definito e messo a punto il testo, non sarà presentata in aula per la votazione, quindi nessuna sfiducia per Lombardo che si dimetterà il 31 luglio, così ha deciso la Conferenza dei capigruppo dell'Ars.
"Apprezziamo la decisione della conferenza dei capigruppo di rinviare la trattazione della mozione di sfiducia" dice il capogruppo Mpa all'Ars, Nicola D'Agostino, Lombardo ha dimostrato grande sensibilità istituzionale preservando le istituzioni".
"Il Movimento per le Autonomie ribadisce la propria posizione di centralità politica".
La decisione presa dal presidente dell'Ars, Francesco Cascio, di non calendarizzare la mozione di sfiducia ha avuto il solo voto contrario dell'Udc.
Per il presidente dell'Ars Francesco cascio si è stabilito un percorso corretto che permetterà di votare per le regionali il 28 e 29 ottobre.
Secondo Antonello Cracolici per il Pd la posizione, era quella del voto della mozione di sfiducia il 26 luglio.
L'Udc ha dato disponibilità per votare la mozione e per Gianpiero D'Alia il risultato è l'ambiguità del Pd e il tacito assenso del Pdl.
Ma per il Pdl di Leontini all'Ars l'atto di sfiducia avrebbe avuto senso soltanto prima di eventuali dimissioni.
Nessuna mozione di sfiducia quindi, volge al termine la legislatura dimissioni il 31 luglio e 90 giorni di tempo per la svolta politica della Regione siciliana.