
Blitz della Polizia stamattina all’alba nel trapanese. A finire in manette sono dodici persone accusate di associazione mafiosa, estorsione aggravata, incendio aggravato, violazione di domicilio e violazione delle misure di sorveglianza speciale.
Tra gli arrestati dalla squadra mobile di Trapani e della sezione Criminalità Organizzata tra la Sicilia e la Lombardia anche tre imprenditori.
I provvedimenti sono stati emessi dal GIP di Palermo Luigi Petrucci su richiesta del procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia, Maria Teresa Principato, e dei sostituti Paolo Guido, Carlo Marzella e Pierangelo Padova, e sono stati eseguiti in Sicilia nel trapanese e precisamente a Castellammare dei Golfo, Alcamo, Calatafimi e Vita, e in Lombardia a Milano e Sesto San Giovanni.
L’inchiesta ruota attorno alle cosche del mandamento mafioso di Alcamo e delle famiglie dei clan di Castellammare del Golfo e Calatafimi.
Le complesse indagini hanno permesso di ricostruire l’organigramma dei vertici di Cosa Nostra trapanese e soprattutto si è fatta luce su una spaccatura all’interno della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo a seguito degli arresti che alcuni anni fa, nel corso delle Operazioni Tempesta I e Tempesta II, ne avevano decapitato i vertici.
In base a quanto è emerso dalle indagini, infatti, a causa di uno “sgarbo” realizzato da un gruppo di uomini che faceva riferimento a Diego Ruggeri, già pregiudicato, a danno del capomafia Michele Sottile, si è rischiata una guerra di mafia. Per arginare la situazione è stata indetta una riunione tra i vertici delle famiglie di Alcamo, Castellammare e Calatafimi che è stata intercettata dagli inquirenti che sono così venuti a conoscenza di quanto stava avvenendo.
Nel corso dell’operazione, che è stata denominata “Crisimo”, sono state effettuate perquisizioni domiciliari a carico degli arrestati e di altri quindici indagati in stato di libertà a cui sono stati notificati avvisi di garanzia.
Tra gli indagati sono coinvolti anche un immobiliarista e il titolare di uno studio di progettazione, Girolamo Genna, consigliere comunale di Castellammare del Golfo. Entrambi avrebbero ospitato alcune riunioni dei mafiosi presso le proprie attività commerciali.