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Notizie Cronaca: Sanità, il "caso-Mazzarino" davanti ai giudici di Gela Stampa E-mail
lunedì 12 ottobre 2009

Sant’Elia di Caltanissetta, gli atti trasmessi a GelaL’assessorato regionale alla Sanità ha trasmesso alla Procura della Repubblica di Gela gli atti riguardanti la relazione finale dei tre ispettori sulla morte di Filippo Li Gambi, il giovane di Mazzarino deceduto la mattina del 21 agosto scorso all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Gli atti dell’indagine ispettiva dell’assessorato erano stati esplicitamente richiesti dai magistrati nisseni nel mese di settembre.

“Abbiamo inviato i risultati del nostro lungo e complesso iter istruttorio – ha precisato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo – nell’ottica della massima collaborazione istituzionale e siamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento o apporto collaborativo che dovesse ritenersi utile”.

La relazione ispettiva, firmata dai medici Renato Li Donni, Giuseppe Murolo e Francesco Carullo, era stata immediatamente disposta dall’assessore regionale alla Sanità Russo, subito dopo la morte di Filippo Li Gambi per ricostruire quanto accaduto, e in particolare per verificare la correttezza terapeutica delle attività prestate sia all’ospedale Santo Stefano di Mazzarino, dove il giovane Li Gambi era stato immediatamente trasportato, che all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove il giovane è poi morto.
Dalla relazione erano emersi “elementi di grave criticità, sia sotto il profilo professionale che sotto il profilo di sistema”, che l’assessore Russo aveva definito “un’inquietante sequenza di condotte professionali valutate come inammissibili, gravemente carenti e inadeguate commesse all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta”.

In particolare, nella relazione veniva sottolineata la “dilatazione dei tempi assistenziali” e una “sostanziale inadeguatezza delle procedure e delle azioni poste in essere al “Sant’Elia” di Caltanissetta per garantire il supporto vitale”. Non sarebbero emersi invece “elementi di inadeguatezza nel primo soccorso e risulterebbe adeguata sia la sequenza delle azioni adottate dai sanitari al “Santo Stefano” di Mazzarino sia il trasporto all’ospedale di Caltanissetta”.

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