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sabato 27 agosto 2016 11:36
Notizie Economia: Riforma dirigenti, arriva il primo sì
Scritto da Redazione   
ImageE' arrivato ieri il primo via libera al decreto con la riforma della dirigenza pubblica, insieme ai provvedimenti su camere di commercio ed enti di ricerca. Incarichi a tempo, deroghe parziali in avvio per i dirigenti di prima fascia e valutazione più puntuale e più pesante sullo stipendio finale sono i principali punti trattati.
E chi non centra gli obiettivi rischia di perdere un'abbondante quota della retribuzione, fino al 40%, o, addirittura, il posto stesso. Nel calderone, che non fa più distinzioni tra amministrazioni e fasce, finirà anche la gran parte dei super capi: tra loro solo uno su tre potrà contare su un “salvagente”. Per il premier Matteo Renzi si dà vita "a un nuovo modello di dirigenza", con un focus sui "premi di risultato" piuttosto che di posizione.
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare anche altri tre decreti targati Madia, ovvero il riordino delle Camere di commercio (da ridurre a 60 da 99), la sburocratizzazione degli enti di ricerca (con assunzioni più facili) e lo scorporo del Comitato paralimpico dal Coni. La riforma della P.a conta così, a un anno di vita, una dozzina di provvedimenti attuativi già fatti e altri sei in rampa di lancio. Gli ultimi quattro, secondo Renzi, sono destinati ad avere "un rilevante impatto sulla vita quotidiana", quando entreranno in vigore, cioè entro il 27 novembre.
Il piatto forte del nuovo pacchetto è di certo quello che cambia le carte in tavola ad oltre 36 mila dirigenti pubblici e a tutti quelli che verranno. Si parte da alcuni punti cardine: un ruolo unico che ingloberà tutti (tranne presidi e medici), accesso per corso o concorso, conferma nel ruolo dopo tre anni di prova, incarichi di durata limitata, massimo quattro anni, e rinnovabili una sola volta, per due anni, così da favorire la rotazione. Per ottenere un incarico bisognerà passare per una selezione, fanno eccezione solo le posizioni di vertice, come quelle di segretario generale ministeriale.
Possibile, pur di evitare l'estromissione, optare per la retrocessione a funzionario. A vigilare su tutto saranno delle commissioni ad hoc con poteri tra cui la formulazione della rosa dei candidati alle posizioni apicali. Inoltre il decreto prevede che chi perde l'incarico a seguito di una revoca per mancato obiettivo ha un anno di tempo per procurarsi un nuovo mandato, dopo di che decade dal ruolo, cioè viene licenziato.
 
 
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