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mercoledì 12 luglio 2017 10:23
Notizie Cronaca: Non fu infarto per un imprenditore. Svolta dopo 11 anni
Scritto da Redazione   
ImageSvolta dopo quindici anni sulla morte di Santo Giuffrida a Catania. L’uomo non sarebbe morto per arresto cardiocircolatorio ma per un’iniezione letale. La sua compagna avrebbe commissionato l’omicidio avvenuto a Catania il 10 dicembre 2002. Le dichiarazioni del neo-collaboratore di giustizia Luciano Cavallaro hanno consentito di chiarire la dinamica dell’omicidio, mentre fino a questo momento si era parlato di morte naturale. La procura distrettuale della repubblica di Catania ha delegato i carabinieri di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di Barbara Bregamo, di 43 anni, di Misterbianco, Francesco Giuseppe Indorato, di 49 anni di Catania, Antonio Zuccarello, di 51 anni, di Santa Maria di Licodia, Alfio Maugeri, di 44 anni, di Misterbianco. Fu proprio la compagna di Santo Giuffrida, Barbara Bregamo, la mandante dell’omicidio. Il collaboratore di giustizia Cavallaro ha riferito di aver avuto l’incarico dalla donna di uccidere il proprio compagno. Un primo tentativo sarebbe avvenuto nel 2001 Indorato avrebbe aggredito con un coltello la vittima all’interno del suo garage condominiale, ma Giuffrida è riuscito a scappare, anche se rimasto ferito gravemente ferito. A distanza di quasi un anno Barbara Bregamo avrebbe chiesto di nuovo a Cavallaro di uccidere il suo compagno pagando questa volta 20mila euro ed acquistando, per Cavallaro, una Bmw. In questa seconda occasione sarebbero stati coinvolti Maugeri e Zuccarello. I tre uomini si sarebbero introdotti a casa di Giuffrida nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre 2002, con l’aiuto di Barbara Bregamo. La vittima sarebbe morta a causa una iniezione letale, con una sostanza che ne avrebbe causato il soffocamento. La convivente avrebbe inscenato la morte naturale del compagno. Gli inquirenti, attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e di videoregistrazione, consulenze medico-legali, hanno trovato riscontri di quanto dichiarato da Cavallaro. Per Maugeri e Zuccarello l’accusa è di omicidio premeditato. Mentre per Barbara Bregamo, mandante dell’omicidio, sono stati disposti di domiciliari perché madre di un bimbo minore di sei anni.
 
 
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