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sabato 15 ottobre 2016 09:52
Notizie Cronaca: "Vicino a Cosa nostra”, maxi sequestro di beni a imprenditore
Scritto da Redazione   
ImageMaxi sequestro di beni ad Alessandro Cutrona, classe 1984, sospettato di appartenere a cosa nostra. Il patrimonio ammonta a circa 200mila euro. Cutrona è stato già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, per la durata di 2 anni.

Il provvedimento è stato eseguito dalla polizia, insieme al personale della sezione patrimoniale dell’ufficio misure di prevenzione della Questura di Palermo. inoltre, su proposta del questore del capoluogo, Guido Longo, il Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione -, ha emesso il provvedimento con cui ha disposto, nei confronti di Cutrona, anche il sequestro di due attività commerciali di via Calderai, una operante nel campo della vendita di articoli casalinghi e di ferro, l'altra adibita a posto telefonico pubblico e internet point, e di un’autovettura. Sembra che Cutrona fosse stato già stato condannato per rapina aggravata e lesioni per-sonali in concorso con un’ordinanza di custodia cautelare personale per due tentativi di estorsione, aggravati dall’utilizzo del “metodo mafioso” .

Lo scorso 23 maggio, inoltre, Cutrona è stato arrestato nell’ambito dell’operazione della squadra mobile denominata “Maqueda” che ha permesso di disarticolare un gruppo armato, che per lungo tempo si era imposto sul territorio del centro storico di Pa-lermo, terrorizzando i commercianti stranieri. Gli arrestati, vicini alle famiglie mafiose di “Palermo Centro”, erano ritenuti responsabili di decine di reati aggravati dal metodo ma-fioso e dalla discriminazione razziale.

Le indagini della Squadra Mobile avevano subito un impulso dopo l'arresto di Emanuele Rubino, 28 anni, accusato del tentato omicidio diYusupha Susso, 22 anni, gambiano ferito il 4 aprile scorso con un colpo d'arma da fuoco alla testa dopo avere reagito all'ennesimo atto di sopraffazione. La vicenda ha provocato la ribellione della comunità di immigrati del centro storico, molti dei quali hanno denunciato le vessazioni subite. I commercianti e gli ambulanti del Bangladesh, che si sono ribellati ai soprusi, subivano continuamente rapine e violenze.
 
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