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giovedì 22 settembre 2016 13:02
Notizie Cronaca: Tar, per entrare alla Tonnara di Scopello si pagherà un ticket - Video
Scritto da Redazione1   
ImageI proprietari della tonnara di Scopello potranno tornare a far pagare un ticket per fruire dell'area. A stabilirlo è stato il Tar di Palermo che ha prima sospeso l’ordinanza con la quale l’amministrazione comunale di Castellammare del Golfo aveva stabilito il libero accesso all’area. In un secondo momento ha accolto anche il ricorso della Comunione Tonnara di Scopello & Guzzo e di uno dei proprietari del bene.




La sentenza vieta così la «pubblica accessibilità all’area demaniale marittima e la libera e gratuita fruizione del mare, delle baie antistanti i faraglioni e dell’ex Tonnara di Scopello» prevista da una ordinanza del 2015. I proprietari potranno limitare l’accesso con un cancello pedonale chiedere il pagamento di un ticket per l’ingresso. L’ordinanza del Comune di Castellammare è stata impugnata «muove dall’erroneo presupposto – si legge nelle motivazioni della difesa riportate nella sentenza – che tra l’area di proprietà della ricorrente e il mare insista un’area demaniale alla quale deve essere garantito l’accesso». Secondo i giudici amministrativi, infatti, non risulta «comprovata la sussistenza di un’area di demanio marittimo e di una baia antistante i faraglioni il cui accesso deve essere garantito liberamente dalla strada privata». Secondo questa interpretazione la proprietà privata si estende fino al mare e non esiste una fascia demaniale che era stata in precedenza presunta dal Comune riferendosi a norme successive al 1874. In questa data, in seguito a una gara, è stata ceduta a privati la proprietà di beni demaniali. La Tonnara è inoltre sottoposta a vincolo monumentale e a tutela paesaggistica, il Tar ha ritenuto illegittimo il provvedimento del Comune di Castellammare anche per violazione delle disposizioni del codice dei Beni culturali, secondo cui «le modalità di visita sono concordate tra il proprietario e il soprintendente, che ne dà comunicazione al Comune e alla città metropolitana nel cui territorio si trovano i beni». Il provvedimento impugnato «sul presupposto di dover garantire il libero accesso al mare – scrivono i giudici nella sentenza – incide comunque sulla fruizione del bene culturale, senza l’adeguato e completo coinvolgimento della competente Sovrintendenza e per di più imponendo l’installazione di recinzioni con inaccettabile modifica dello stato dei luoghi».
 
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