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lunedì 12 settembre 2016 12:27
Notizie Cronaca: Panettiere ucciso a Floridia, i tre giovani fermati confessano
Scritto da Redazione1   
ImageSono giunte a una svolta le indagini sull'omicidio del panettiere di Floridia, Sebastiano Sortino, di 49 anni, ucciso nella notte fra venerdi e sabato. Al termine di una notte d’interrogatori i tre ragazzi, ritenuti gli assassini del titolare di un panificio di Floridia, Sebastiano Sortino, di 49, ucciso la notte fra venerdì e sabat. Hanno infatti confessato i tre ragazzini fermati. I tre raccontano agli inquirenti di averlo ucciso, indicando anche  il luogo in cui è stata trovata l’arma del delitto.  I due minorenni sono stati portati nel Centro prima accoglienza minori di Catania, mentre il maggiorenne Dylan Foti, di 18 anni è stato portato nel carcere Cavadonna di Siracusa.
I tre sono accusati del reato di omicidio volontario in concorso e porto e detenzione di munizioni ed arma clandestina. Dopo un’intensa attività di indagine, i carabinieri sono riusciti a ricostruire il  movente dell’omicidio: una lite molto accesa, al termine della quale i  tre giovani si sarebbero vendicati.
Venerdì notte i ragazzi si trovavano al panificio di Sortino per mangiare cornetti e pizzette. Ad un certo punto, però, avrebbero iniziato a lanciare dei pezzi di pellet,utilizzati per accendere il forno. Un dipendente ha così  informato Sortino, che è quindi intervenuto cacciando i tre giovani. 
Da questo episodio sarebbe nata la decisione dei ragazzi di vendicarsi. Così hanno deciso di raggiungerlo, mentre il panettiere era in auto per rientrare a casa, sparandogli alcuni colpi di pistola al torace.  Gli inquirenti sono riusciti ad identificazione dei giovani, grazie alle indicazioni fornite dal dipendente nonché dalle immagini di tutti i sistemi di videosorveglianza presenti, pubblici e privati, presenti nell’area.
E proprio in una di queste riprese è possibile notare i tre a bordo di un solo scooter, percorrere le vie in cui si è verificato l’omicidio. 
I magistrati dopo averli posti in stato di fermo li hanno interrogati e alla fine hanno ammesso le loro responsabilità. In particolare, uno dei due minorenni ha riferito di avere con sé la pistola utilizzata per commettere l’omicidio e di averla passata all’altro minore.
 
 
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