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venerdì 09 settembre 2016 13:32
Notizie Cronaca: Soldi per riconsegnare merce rubata: 4 arrestati a Trapani
Scritto da Redazione1   
ImageChiedevano soldi a persone vittime di furti in cambio della riconsegna della merce rubata. I carabinieri di Trapani hanno sgominato una banda esperta del cosiddetto “cavallo di ritorno”. I militari, su disposizione della Procura della Repubblica trapanese, hanno arrestato quattro persone con l’accusa di estorsione e ricettazione aggravata.
A finire in manette sono stati Alessio Gigante, 26enne, Ivan Randazzo, 32enne, Marco Di Pietra, 19enne, Sansone Alessandro, di 23 anni. Nell’ambito dell’indagine è stato inoltre deferito in stato di libertà un minore S. N. di 17 anni. Tutti già noti alle Forze dell’Ordine e tutti residenti nel quartiere popolare ”San Giuliano” di Erice.
La banda era appunto specializzata nel. “cavallo di ritorno”: le vittime, dopo aver subito un furto, venivano costrette a consegnare una somma di denaro per la restituzione di quanto sottrattogli.
A dare avvio alle attività investigative dei carabinieri le denunce presentate da alcuni cittadini.
Dalle indagini, emerge il ruolo predominante di Alessio Gigante e la sua fitta rete di conoscenze che, di volta in volta, gli ha consentito di entrare in contatto con i malcapitati al fine di proporgli il pagamento del "riscatto”, ma affiora con incredibile chiarezza la disinvoltura con cui veniva trattata la vicenda: come se fosse una semplice e lecita trattativa commerciale. 
In alcuni casi alle richieste di denaro seguivano minacce e violenze, tanto che le vittime dei furti per paura di subire ritorsioni e spinte dalla necessità di rientrare in possesso del maltolto, il più delle volte erano praticamente obbligate ad accettare la richiesta estorsiva.
Importante anche il ruolo giocato dagli altri complici, che nel corso delle trattative hanno rivestito il ruolo di co-mediatori.
A carico degli indagati sono stati inoltre accertati altri traffici illegali riguardanti, in particolare, la compravendita di merce di illecita provenienza. 
Al termine delle attività, ad Alessio Gigante– già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale – è stato predisposto l'arresto in carcere, mentre gli altri tre sono stati sottoposti ai domiciliari.
 
 
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