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mercoledì 24 agosto 2016 11:05
Notizie Cronaca: “Egiziani aggrediti a San Cono”, i fermati: “Siamo noi le vittime”
Scritto da Redazione1   
Image“Siamo le vittime e non gli aggressori”. Questa la versione dei fatti fornita dai tre presunti aggressori dei minorenni del centro San Cono a Catania.  "Sì, siamo noi nel filmato, ma le mazze le avevano in mano loro, noi gliele abbiamo tolte". A parlare sono Antonino Spitale, di 18 anni, e i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni, al Gip di Caltagirone, Ettore Cavallaro, nell'udienza di convalida del loro fermo eseguito dai carabinieri nell'ambito delle indagini sul pestaggio di quattro egiziani minorenne.

Nel frattempo, uno dei tre migranti, un sedicenne, si trova in coma farmacologico nell'ospedale Garibaldi-Nesima di Catania per i postumi di un trauma cranico e la rimozione di un grosso edema cerebrale. A ricostruire il racconto dei tre italiani maggiorenni è il loro legale, l'avvocato Pietro Marino. "All'uscita di San Cono - riferisce il penalista - 7-8 extracomunitari hanno aggredito per futili motivi il 18enne. I due fratelli Severo stavano passando e sono intervenuti per difendere l'amico. Uno dei due, che in auto aveva una pistola per giocare a softair l'ha impugnata per farli fermare. Gli ha intimato di allontanarsi, minacciando di sparare, cosa che sapeva di non potere fare». Così, aggiunge il legale, «hanno tolto loro le mazze da baseball. Ma gli egiziani  erano in possesso di colli di bottiglie e pietre e li hanno aggrediti, e loro si sono difesi. Sono i miei assistiti le vittime".

Il legale smentisce anche il movente razziale e anche il fatto che non vi fosse un pregresso tra le parti. Il Giudice delle indagini preliminari, Ettore Cavallaro, si è riservato di decidere sulla convalida del fermo eseguito dai carabinieri per tentativo di omicidio e lesioni e sulla richiesta della Procura di Caltagirone di emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La decisione, è stato annunciato, sarà resa nota domani.  L'ambasciata di Egitto a Roma, intanto, ha contattato in ospedale i giovani connazionali aggrediti a Catania. L'ambasciatore Amr Helmi ha sottolineato che il console  andrà a visitare i ragazzi vittime dell'aggressione per accertarsi delle loro condizioni e prenderà contatto con gli inquirenti che stanno indagando sul caso.
 
 
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