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mercoledì 24 agosto 2016 10:51
Notizie Cronaca: “Concorsone”, bocciata la metà dei docenti
Scritto da Redazione1   
ImageDovevano essere assunti 63.712 docenti grazie al “concorsone”. Peccato che, metà dei prof sia stata bocciata. Questi i dati secondo Tuttoscuola, che evidenzia che quest'anno scolastico circa una cattedra su tre resterà vuota. Una situazione inverosimile se si pensa che il ritorno fra i banchi è imminente e e si rischia di cominciare le lezioni con 23mila posti vacanti.

Tra i 71.448 candidati già esaminati agli "scritti", sempre secondo Tuttoscuola, solo 32.036 sono stati ammessi agli orali e il 55,2% non è stato ritenuto all’altezza. E ancora: più bocciati al Nord, e meno al Sud. La notizia arriva dopo le accese polemiche sul concorsone: dai tanti professori costretti a lasciare il Sud per andare a lavorare al Nord, passando sulla scelta delle commissioni, fino alle paghe ai commissari (50 centesimi per ogni prova scritta). Nel frattempo, è nato anche il malcontento per il ritardo nella valutazione degli scritti, che si sono conclusi lo scorso 28 aprile e da allora sono stati esaminati solo circa la metà del totale. Un lavoro di competenza di 825 commissioni e 202 sottocommissioni che, a causa delle regole, prevede una pausa di venti giorni tra gli scritti e gli orali. Il risultato è che solo il 62 per cento o poco più dei vari concorsi banditi - come racconta il Corriere della Sera - riuscirà a concludere tutte le procedure in tempo utile, ovvero in concomitanza con l'inizio del nuovo anno scolastico.

Non tutte le cattedre, quindi, saranno occupate da chi le ha vinte, ma molte finiranno a coloro che sono iscritti alle graduatorie ad esaurimento o ai soliti supplenti, tra i quali potrebbero esserci i docenti appena "bocciati". Sono in tanti a chiedersi quale possa essere stata la causa di una situazione così paradossale ma condivisa dalla maggior parte dei candidati: “Su 175 mila candidati, tutti con abilitazione all’insegnamento, solo 40 mila saranno ritenuti meritevoli di salire in cattedra - si legge nel dossier pubblicato su tuttoscuola.com -. Una situazione senza precedenti nella scuola, e probabilmente in tutta la pubblica amministrazione. Il paradosso è che per molte classi di concorso ci sarà un eccesso di candidati vincitori (soprattutto in Campania e Lazio), che però non potranno andare a insegnare nelle regioni dove i posti sono vacanti (soprattutto al Nord). A meno che il Governo non intervenga con un provvedimento di urgenza. In alcuni compiti è emersa anche una scarsissima conoscenza dell’italiano, tanto da indurre alcuni commissari a chiedersi se si trattasse di candidati stranieri che non padroneggiavano bene la nostra lingua, salvo poi verificare che erano italianissimi”.
 
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