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martedì 23 agosto 2016 11:47
Notizie Cronaca: “Tentato rapimento a Scoglitti”, si complica il caso
Scritto da Redazione   
ImageSi complica il caso sull'indagine che vede coinvolto Ram Lubhaya, il cittadino indiano accusato di aver cercato di rapire, il 16 agosto scorso, una bimba di 5 anni, a Scoglitti, nel Ragusano. La magistratura lo indaga per sottrazione di minore e tentato sequestro di persona. Avrebbe dovuto lasciare l'Italia nelle scorse ore, ma sembra che un suo allontanamento renderebbe impossibile agli inquirenti procedere nei suoi confronti. Intanto, già nei giorni scorsi, la questura di Ragusa gli aveva notificato un decreto di espulsione dall'Italia che scaduto lunedì. Era già il secondo decreto dopo quello che avrebbe visto coinvolto l'indiano in indagini per furto di rame e traffico di droga, ma che non è mai stato eseguito. Il vicequestore vicario Nicola Spampinato ha firmato la richiesta di trasferimento in un Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE), dopo aver avuto il nullaosta dell'autorità giudiziaria. Nel frattempo, Rab ha denunciato di aver subito minacce da parte di un uomo a bordo di una moto che gli avrebbe urlato per strada «ti ammazzo», mimando il gesto di tagliargli la gola. Sul caso è intervenuto anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha deciso di affidare agli ispettori di via Arenula un'inchiesta sulla gestione della vicenda da parte della procura di Ragusa. Il pm titolare dell'inchiesta non ha chiesto la convalida del fermo dell'indiano eseguita dai carabinieri dopo il tentativo di sequestro, ritenendo che non ce ne fossero i presupposti legali. Una decisione che ha scatenato il malcontento sui social. «Al di là delle polemiche politiche sull'opportunità o meno di lasciare in carcere il presunto rapitore di mia figlia - ha detto il padre della bimba - credo che il legislatore debba porsi il problema di rivedere il codice penale dopo quello è successo alla mia famiglia che ora vive ore di ansia sapendolo a piede libero». Nel farttempo, Guardasigilli oggi ha confermato l'intenzione di andare a fondo alla vicenda. «Io credo che sia interesse di tutti che la ricostruzione dei fatti avvenga tramite le forme previste dalla legge, cioè tramite accertamento che il Ministero dispone e questo per due finalità: da un lato per valutare se c'è stata una correttezza da parte della magistratura e dall'altro per evitare che si celebrino processi paralleli o processi al processo che non sono previsti nel nostro ordinamento», ha spiegato Orlando. Ad accorgersi che l'indiano avrebbe preso in braccio la piccola è stato un amico dei genitori. Rab l'avrebbe tenuta per pochi secondi allontanandosi di qualche metro prima di essere fermato dalla coppia.
 
 
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